L’ antica storia di Bologna raccontata da viaggiatori stranieri

I ricchi non vanno a piedi ma solo in carrozza

Recentemente mi sono imbattuta in un libro davvero curioso ed intrigante che narra la storia della città capoluogo emiliano- romagnolo e delle sue usanze, a volte davvero bizzarre.

Riporto qui un brano interessante, risalente al 1699, scritto da un viaggiatore russo che passò per la città di Bologna in quel secolo: ecco come la raccontò:

” Bologna è attraversata da un fiume che chiamano canale, piuttosto grande tanto che è possibile arrivare fin qui da Venezia e, viceversa, da Bologna andare a Venezia con barche ed altri battelli, non però grandi.

A Bologna ci sono molti negozi con ogni genere di prodotti in grande abbondanza: ci sono anche molti ricchi mercanti e numerosi artigiani.

Si dice che in questa città ci siano più di 200 tra chiese cattoliche e monasteri, senza contare le loro cappelle: tutti i monasteri e le chiese, costruiti in muratura, sono molto belli. 

Ha sede a Bologna un cardinale inviato da Roma dal papa come governatore: egli si occupa di qualsiasi questione sia civile che religiosa.

I bolognesi sono buona gente e molto cordiale. Nel vestire seguono la moda di Roma: i mercanti invece vestono come i mercanti veneziani.

La lingua che parlano è l’italiano, ma non un italiano bello come quello di Firenze.

Le donne bolognesi son belle e ben fatte: indossano vestiti simili a quelli delle donne di Roma. 

Tutti i nobili e i ricchi, le loro mogli e figlie si muovono in carrozze stupende o in calessi trainati da buoni cavalli e gli equipaggiamenti sono molto eleganti. A piedi questa categoria di persone non va, ritenendolo poco dignitoso. 

Ogni genere alimentare si trova a Bologna a buon mercato, meno caro che a Venezia. C’è abbondanza di frutta di ogni tipo, che è a prezzi buoni. Si trovano anche cipolle che qui sono particolarmente grandi e costano pochissimo; vengono esportate in molte città italiane. 

A Bologna ci sono numerosi buoni alberghi: il migliore è l’albergo ‘San Marco’ dove alloggiai io.

In questa città ci sono sempre molti forestieri: sudditi dell’Impero, francesi, inglesi, spagnoli, olandesi, torinesi, genovesi e altri ancora.

Ogni casa di nobili ha giardini piuttosto grandi e belli, con molte piante da frutto di ogni genere, tanti fiori e cespugli e tanti cipressi. Di fontane non ne ho viste, né brutte né belle.

In città ci sono accademie e scuole assai buone nei conventi dei gesuiti; gli studenti vi imparano le scienze elevate, la filosofia e la teologia. 

In un grande edificio si stampano i libri più diversi, in latino e in italiano, su argomenti riguardanti le scienze elevate; si stampano con arte sopraffina anche carte geografiche e carte nautiche e si fanno stampe di tanti soggetti.

 A Bologna ci sono molti cani meravigliosi, noti in tutto il mondo per la loro bellezza e la loro taglia straordinariamente piccola. Costano moltissimo: per un buon cane bisogna pagare 20 e anche 30 ducati d’oro.”

                                                                                         Anno   1699, Petr  Andreevic  Tolstoj

 

E’ interessante comprendere alcuni particolari delle usanze storiche e delle caratteristiche tipiche della città in quell’epoca storica; il fatto che fosse attraversata da canali che la collegavano direttamente con Venezia, la presenza di tanti stranieri e viaggiatori, la moda e la mondanità, ma nel contempo la forte presenza religiosa, la divulgazione culturale scientifica, libraria e (curiosa parentesi per una città dell’entroterra) la preziosa attività di stampa di carte nautiche. In ultimo, i rinomatissimi cani di razza dalla stazza ridottissima e dal valore economico esorbitante.

Un piccolo ma esauriente spaccato di storia, usi, costumi di un territorio, in un’ epoca  i pieno transito dal rigore barocco al nuovo impulso illuminista.

Anna Rita Delucca (08/04/2021)

 

Petr Adreevic Tolstoj (1645-1729) fu un politico russo, in missione in Italia per volontà dello zar, con l’obiettivo di studiarne la difesa marittima e le strategie contro contro le piraterie degli ottomani. 

Fu capo della cancelleria Segreta Russa e del Consiglio Supremo Segreto (1726)

 

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