Bianca Arcangeli, Rosalba: un talento sacrificato

Dal 6 al 13 giugno 2021 La Corte di Felsina Associazione Arte e Cultura ha presentato al pubblico un’ interessante mostra dedicata a Bianca Arcangeli, in arte Rosalba, per rendere omaggio alla nota pittrice del Novecento italiano, che incensò lo stile Informale con la sua maestria ma come spesso accadeva alle donne, la propria eccellenza d’ artista venne, involontariamente, oscurata dalle ingombranti personalità dei suoi tre fratelli, influenti intellettuali nella dotta Bologna del dopoguerra: lo storico dell’arte Francesco (celebre studioso di Giorgio Morandi), il poeta Gaetano e il musicista Angelo (detto Nino). Bianca li onorò con grande dedizione, evitando di evidenziare il proprio talento di maestra d’arte.
Nella mostra collettiva di pittura, grafica e fotografia, quindici artisti (Paolo Bassi, Michela Burzo, Francesca Marina Costa, Il Custa Costantino Cacchione, Eroif Danilo Fiore, Alessandra Generali -ex allieva di Rosalba-, Annalisa Gheller, Nicoletta Guerzoni, Fabrizio Malaguti, Irene Manente Mariquita, Mattia Martini, Graziella Massenz Nagra, Patrizia Pacini Laurenti, Maria Luisa Vergara, Anneke Van Vloten), si sono cimentati ad interpretare i tre temi tipici della storica pittrice bolognese: paesaggi, natura e ritratti che, nel suo corpus pittorico, furono sempre espressi con libero intimismo individuale.
Bianca Arcangeli, nacque a Bologna, il 23 marzo 1913; di famiglia piccolo borghese, fu educata secondo principi di dedizione famigliare. Trascorse un’ infanzia felice, con i fratelli, Gaetano, Francesco e Angelo i quali ebbero, sempre, una grande ammirazione per il suo talento ma, come si usava all’epoca, per non sollevare critiche nel mondo intellettuale in cui avevano raggiunto notorietà, non vollero mai, metterla in luce temendo critiche da nepotismo; soprattutto Francesco (Momi, per gli amici) che realizzò importanti mostre su grandi maestri del calibro dei Carracci o di Giorgio Morandi al quale, dopo lunghi anni di amicizia, dedicò una importante monografia, oggi pietra miliare per gli studiosi del celebre pittore delle ‘bottiglie’. All’epoca, però, Morandi non apprezzò affatto, lo scritto giudicandolo non confacente alla sua personalità. Momi se ne dispiacque tanto da risentirne persino, fisicamente. Bianca biasimò il comportamento di Giorgio Morandi, definendolo un uomo ‘distaccato’.
Ella, per quasi tutta la vita, insegnò Disegno nelle scuole medie, istruendo migliaia di giovani; sull’ orlo dei trent’anni, (1940 circa) cominciò a dipingere e, con lo pseudonimo di Rosalba, partecipò a varie rassegne d’arte, ottenendo premi, tra i quali il «Città di Cervia» nel 1954. Nel 1960 realizzò la sua prima personale alla Galleria del Cavallino di Venezia, a cui seguirono altre esposizioni a Varese, Parma, Milano, Bologna, Imola e Ferrara.
Personalità introspettiva e riflessiva, ebbe sempre come priorità la promozione del talento dei suoi fratelli .In realtà, ella fu un’autentica espressione visiva dello stile pittorico caldeggiato da Francesco Arcangeli, il quale costituì, a Bologna, lo storico gruppo di Cronache, con importanti allievi di Morandi, tra cui Ciangottini, Saetti, Mandelli, Ilario Rossi ed altri, per promuovere quell’ ‘Informel’ che si distaccava dal naturalismo senza però, entrare pienamente, nell’ astrattismo in voga dagli anni Quaranta in poi, il quale cambiò le sorti della storia mondiale dell’arte.
Rosalba sopravvisse a lungo, ai fratelli divenendo fedele custode delle loro memorie. La loro abitazione, in Strada Maggiore 49, fu un fervido centro di cultura, visitato da pittori come Filippo De Pisis e letterati come Giorgio Bassani. Si spense a Bologna il 22 luglio 2007 in tarda età.
A pochi mesi dalla scomparsa, il Comune di Sasso Marconi le dedicò una mostra. Bianca donò la collezione di dipinti di proprietà di Francesco, alla Fondazione Cassa di Risparmio, le carte e i preziosi manoscritti alla biblioteca dell’Archiginnasio. Alcuni suoi quadri sono tuttora, conservati nella Collezione Comunale del Museo Mambo.
Anna Rita Delucca

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