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	<description>Arte di Paolo Bassi</description>
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		<title>Il Realismo magico di Edita Broglio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Bassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 06:48:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte è]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Realismo Magico di Edita Broglio &#160; Nel XX secolo l’intellettuale/artista diresse la storica collana “Valori Plastici” per la prestigiosa [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;"><em><strong>Il Realismo Magico di Edita Broglio</strong> </em></h2>
<p><img loading="lazy" class=" wp-image-2627 aligncenter" src="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/imm.-evid-Broglio-300x169.jpeg" alt="" width="463" height="261" srcset="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/imm.-evid-Broglio-300x169.jpeg 300w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/imm.-evid-Broglio-1024x576.jpeg 1024w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/imm.-evid-Broglio-768x432.jpeg 768w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/imm.-evid-Broglio-250x141.jpeg 250w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/imm.-evid-Broglio-600x338.jpeg 600w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/imm.-evid-Broglio.jpeg 1280w" sizes="(max-width: 463px) 100vw, 463px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel XX secolo l’intellettuale/artista diresse la storica collana “Valori Plastici” per la prestigiosa casa editrice Hoepli, fondata nel 1872, che purtroppo nel marzo 2026 ha chiuso i battenti. Ennesima perdita per il mondo culturale italiano.</p>
<p>Per la partecipazione alla XXXVIII Edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino 2026, che si tiene dal 14 al 18 maggio, presso Il Lingotto Fiere, è stato selezionato tra gli altri, un saggio realizzato in due volumi di oltre trecento pagine ciascuno, che parla esclusivamente dell’arte e della vita di pittrici, scultrici, ceramiste, fotografe, mosaiciste vissute sin dalle epoche più remote del mondo antico greco e romano, fino ai nostri giorni. Lo hanno realizzato due storiche dell’arte che da sempre sono affascinate dalla creatività delle donne sebbene esse ancora oggi compiano solo raramente nei manuali della storia dell’arte ufficiale.</p>
<p><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-2628 alignleft" src="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/25-300x169.jpeg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/25-300x169.jpeg 300w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/25-1024x576.jpeg 1024w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/25-768x432.jpeg 768w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/25-250x141.jpeg 250w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/25-600x338.jpeg 600w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/25.jpeg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Tra le numerose storie trattate nei volumi si narra quella della di un’artista che segnò il Novecento non solo per la sua creatività nelle arti visive, come la pittura e il mosaico ma diresse insieme al marito, il noto intellettuale (nonché anch’egli pittore) Mario Broglio, la storica collana “Valori Plastici” della prestigiosa casa editrice Hoepli.<br />
Ma chi fu, in realtà, Edita Broglio?<br />
Di origine lèttone, rimase attiva quasi sempre in Italia promuovendo la corrente artistica del “Realismo Magico” un genere non solo artistico ma anche letterario che ha segnato la storia dell’arte nel Novecento.</p>
<p><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-2629 alignright" src="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/3-184x300.png" alt="" width="184" height="300" srcset="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/3-184x300.png 184w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/3-627x1024.png 627w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/3-250x408.png 250w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/3-600x980.png 600w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/3.png 688w" sizes="(max-width: 184px) 100vw, 184px" />Al tempo di Edita, però, il termine “Realismo Magico” suscitò una certa confusione nell’interpretazione dell’arte stessa della pittrice, come del resto all’interno di tutta la cerchia di coloro che fecero parte di questa corrente: il motivo fu che il movimento letterario a cui si attribuisce il termine “realismo magico” è quello a cui appartengono le opere di grandi letterati come Gabriel Garcia Marquez che può essere considerato il pioniere di questo genere letterario, con la sua memorabile opera “Cent’anni di solitudine”, a cui seguono Borges, Kafka o per l’Italia, Italo Calvino con “Il barone rampante” o Dino Buzzati con “Il deserto dei tartari”, per citare qualche esempio.</p>
<p><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-2630 alignleft" src="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/45-300x169.jpeg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/45-300x169.jpeg 300w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/45-1024x576.jpeg 1024w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/45-768x432.jpeg 768w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/45-250x141.jpeg 250w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/45-600x338.jpeg 600w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/45.jpeg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Questo genere narrativo tratta una tematica intrisa di magia, di mistero, d’inverosimiglianza.<br />
In arte visiva, invece, il termine “Realismo magico” fu utilizzato per la prima volta dal pittore e critico d’arte Franz Roh, nel 1925, per descrivere uno stile realistico ma estraniante, preciso, nitido e minuziosamente definito che in Germania (Roh era tedesco) caratterizzava l’arte della Nuova Oggettività.<br />
Con il termine “realismo magico” egli intendeva raffigurare “come la realtà di ogni giorno a volte possa sembrare diversa da come è”. La sua idea di Realismo Magico non aveva nulla a che fare con il superamento del reale da parte del fantastico, cioè la prevalenza dell’irreale sulla realtà, come avvenne in Marquez e negli altri narratori. Semplicemente, Roh aveva utilizzato erroneamente un termine già in uso per definire un’altra corrente letteraria già esistente, tant’è che gli stesso si scusò per questo, in uno scritto degli anni Cinquanta in cui chiariva che il termine “magico” “non era inteso in senso religioso/psicologico né etnologico”.<br />
Ad ogni modo, alla Nuova Oggettività si ispiravano quelle correnti europee speranzose di un ritorno all’ordine che regolasse la società dei primi anni Venti.</p>
<p><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-2631 alignright" src="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/55-300x215.jpeg" alt="" width="300" height="215" srcset="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/55-300x215.jpeg 300w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/55-250x180.jpeg 250w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/55-600x431.jpeg 600w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/55.jpeg 766w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Tali correnti erano “Novecento”, “Valori Plastici” e la pittura metafisica di De Chirico, Savinio, Carrà, della scuola romana di Scipione Mafai e così via, di cui la pittrice Edita Broglio fu protagonista, soprattutto all’interno della rivista “Valori Plastici” ch’ella portò avanti assieme al suo ideatore, nonchè marito, Mario Broglio con l’obiettivo di diffondere le idee estetiche della pittura metafisica e delle correnti d&#8217;avanguardia europea.<br />
Sulla scia della Nuova Oggettività tedesca che propugnava l’abbandonano del soggettivismo espressionista, ritenuto eccessivo, per tornare ad una realtà quotidiana più legata all’ordine, si crearono due correnti: la prima, verista a cui appartennero artisti come Käthe Kollwitz, George Grosz, Otto Dix e molti altri; la seconda, quella classica, fu definita proprio da Roh “Realismo Magico” creando l’ossimoro con il realismo magico già esistente, che però era di stampo in qualche modo “kafkiano”. L’ideale di un ritorno all’ordine trovò spazio in “Valori Plastici” la rivista nacque a Roma nel 1918 e si diffuse fino a 1922. Il ritorno all&#8217;ordine venne associato ad un neo-classicismo e alla pittura realista: lo stesso De Chirico, con la sua monumentalità, ribadì tale concetto.</p>
<p><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-2632 alignleft" src="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/65-264x300.jpeg" alt="" width="264" height="300" srcset="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/65-264x300.jpeg 264w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/65-250x284.jpeg 250w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/65-600x681.jpeg 600w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/65.jpeg 634w" sizes="(max-width: 264px) 100vw, 264px" />Fu dopo la breve vita di “Valori Plastici” che la coppia mise in piedi quella che divenne la storica, omonima, collana della casa editrice “Hoepli” pubblicando opere fondamentali come il “Piero della Francesca” di Roberto Longhi e il “Giotto” di Carrà.<br />
Broglio espose sue opere alla II e III Quadriennale di Roma, tra il 1935 e il ‘39; la XXV° Biennale di Venezia gli dedicò una mostra postuma, presentata da Carlo Carrà, nel 1950.<br />
Il suo stile pittorico è sicuramente di qualità inferiore rispetto alle opere di sua moglie, però, ma-nifesta una ricerca di levigata limpidezza della materia pittorica, oltre ad un rigore nella raffigu-razione assai comuni a molte parti stilistiche che riguardano la pittura di Edita la quale, tra l’altro, spesso interveniva nei suoi dipinti.<br />
Mario Broglio, in qualità di giornalista collaborò anche a “Il giornale del mattino”, nella redazione di Bologna e a “Il Tempo”.</p>
<p><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-2633 alignright" src="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/76-300x169.jpeg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/76-300x169.jpeg 300w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/76-1024x576.jpeg 1024w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/76-768x432.jpeg 768w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/76-250x141.jpeg 250w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/76-600x338.jpeg 600w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/76.jpeg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />I due si erano conosciuti nel 1917 a Roma e avevano stretto da subito un intenso sodalizio sentimentale ed artistico. In realtà il nome completo di lei era Edita Walterowna von Zur Muehlen ed era nata nel 1886 a Smiltene, vicino a Riga, da famiglia aristocratica.<br />
All’inizio del XX secolo la giovane approvava il movimento rivoluzionario russo e a diciotto anni era crocerossina a Riga; però, con la rivoluzione del 1905, per salvare suo padre che era proprietario terriero e discendente dai Cavalieri dell’Ordine Teutonico, quindi malvisto dai rivoluzionari, Edita fuggì insieme lui a Könisberg in Germania, abbandonando la Lettonia. La rivoluzione russa, infatti, dava la caccia ai ceti favoriti dagli zar. Così, ella frequentò l’Accademia di Belle Arti di Könisberg ma, poi, cinque anni dopo si trasferì a Parigi dove trascorreva il tempo al Louvre, a copiare i capolavori dell’antichità mentre respirava l’aria parigina, fervida di attività innovative delle avanguardie postimpressioniste, cubiste, futuriste, dei fauves e così via.<br />
Gli esordi pittorici che Edita stessa, in seguito definì “periodo incandescente” sono caratterizzati dallo studio di Cézanne, come dimostrano le opere di quel periodo “Paese incandescente”, “Montagna incandescente”, “Paesaggio in salita” e “L’albero”; si tratta soprattutto di studi sulla luce.<br />
Nel 1913 e nel 1914 Edita partecipò alle mostre della Secessione romana insieme con artisti di varie tendenze ma, tutte, in chiara opposizione all’accademismo; le opere che la pittrice espose nel 1913 furono: “Mezzodì”, “Via Sistina” e un ritratto. Nel 1914 si presentò con un disegno, quattro paesaggi e “Giocatore di tennis”. Il periodo incandescente durò sino al 1916 ma Edita era consapevole che il suo percorso sarebbe stato un altro perché si sentiva attratta dalla grande pittura italiana del Trecento e Quattrocento, da Giotto fino a Piero della Francesca; era affascinata dalla prospettiva, dalle forme eleganti e precise delle grandi epoche del passato. Mario diventerà il suo compagno nella vita e partner nella pittura: si sposeranno nel 1927. Quando Broglio attuò “Valori Plastici”, Edita vi aderì insieme a Carrà, Savinio, De Chirico, Morandi.<br />
<img loading="lazy" class="size-medium wp-image-2634 alignleft" src="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/86-300x169.jpeg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/86-300x169.jpeg 300w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/86-1024x576.jpeg 1024w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/86-768x432.jpeg 768w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/86-250x141.jpeg 250w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/86-600x338.jpeg 600w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/86.jpeg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Fu proprio Carlo Carrà a raccontare che, nel 1917, Mario Broglio andò a trovarlo a Milano mani-festandogli il proposito di “creare una rivista che fosse il punto d’incontro della corrente più viva che in arte andava rivelandosi in Italia”. Infatti, saranno gli anni Venti quelli in cui Edita elaborerà la sua nuova poetica, distante dal suo precedente “periodo incandescente” e nasceranno le sue opere più famose come “Gomitoli” del 1927, “Bottiglie” del 1927, “Uova fresche” del 1928, “Pane” del 1928, ed altre. Alla maniera di Morandi ma con una pennellata più fluida e delicata, ora i protagonisti dei dipinti di Edita sono gli oggetti tradizionali, con la loro fisicità (anche un po’metafisica), silenziosa, atemporale e meditativa.<br />
I successivi anni Trenta furono rivelatori di grandi cambiamenti nella creatività di Edita, perché proprio ad allora risale il suo rapporto artistico e d’amicizia con la coppia Raphaël/Mafai e ciò apportò varie modifiche nel pensiero artistico della Broglio. In quel periodo, la coppia Scipione Mafai ed Antonietta Raphaël aveva lo studio/abitazione in via Cavour 335, a Roma e il loro atelier divenne un luogo di ritrovo per intellettuali e artisti soprattutto di stampo espressionista, da Ungaretti a Leonardo Sinisgalli, ad Enrico Falqui e altri noti intellettuali del tempo.</p>
<p><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-2635 alignright" src="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/94-300x169.jpeg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/94-300x169.jpeg 300w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/94-1024x576.jpeg 1024w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/94-768x432.jpeg 768w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/94-250x141.jpeg 250w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/94-600x338.jpeg 600w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/94.jpeg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Nell’immagine qui sopra sono affiancate due opere: la prima è intitolata “Il ponte degli angeli”, risale al 1930 e fu realizzata da Scipione Mafai; la seconda porta il titolo “Fiori” e la Broglio la dipinse nel medesimo anno. A quel tempo la coppia Mario/Edita frequentava anche l’osteria dei Fratelli Menghi, meta abituale per gli incontri tra registi, scrittori, poeti e il mondo intellettuale; il gruppo di pittori della cerchia di Mafai cominciava a farsi strada, tanto che il celebre storico dell’arte, Roberto Longhi, nel 1931 lo definì “Scuola di via Cavour”; in effetti il gruppo si distingueva dalla Scuola Romana proprio per il suo spiccato espressionismo.<br />
In questi anni la produzione di Edita non fu particolarmente intensa poichè si dedicò particolarmente allo studio dei classici trecentisti: nonostante ciò, la pittrice continuò a frequentare assiduamente l’ambito della Scuola di via Cavour.</p>
<p><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-2636 alignleft" src="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/103-243x300.jpeg" alt="" width="243" height="300" srcset="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/103-243x300.jpeg 243w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/103-250x309.jpeg 250w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/103.jpeg 583w" sizes="(max-width: 243px) 100vw, 243px" />Certamente le opere della pittrice che risultano successive agli anni Trenta, mostrano tutta la sua enigmaticità, come l’autoritratto del 1938, intitolato “Ritratto di una signora” (o “Testa su fondo di tarsia”) che evidenzia uno sguardo indagatore.<br />
Negli anni a venire Edita raffigura gli oggetti sommessamente, con delicatezza, concreti ma fuori del tempo; oramai ha trovato la sua direzione creativa e stilistica, quella che finalmente culmina nel Realismo Magico con “La Matassa” del 1947 e con “Cereali” (1948), oltre a vari altri suoi dipinti, disegni e mosaici in cui gli oggetti raggiungono la perfezione formale in un’atmosfera che rimane quasi sospesa.</p>
<p>Quando il marito muore, nel 1948, la pittrice si ritira in Toscana, nella loro casa di San Michele in Moriano, vicino a Lucca, luogo di meditazione profonda dove rimane fino al 1955. Ormai ha acquisito le massime nozioni tecniche, attinte anche dagli studi sugli antichi maestri come Giotto, Piero della Francesca e gli altri Trecentisti. Adesso ha finalmente raggiunto la “seconda fase” della sua arte: dipinge, così, la serie delle “4 Ore del giorno”. Si tratta di opere realizzate dal vero e in piccolo formato. Il soggetto raffigura una nave a vele spiegate, posizionata all’attracco, piccole barche ormeggia-te, un caseggiato e la torre campanaria del villaggio: sullo sfondo, in lontananza, un monte. Qui Edita vuole rappresentare il vero eterno, assoluto e intensamente meditato. Ecco, ora il suo Realismo Magico è raggiunto. L’artista in questi anni rivisita l’esperienza russa dei suoi esordi, la ricerca verso l&#8217;Astrattismo di Vasilij Kandinskij; riprende anche varie letture dei suoi tempi giovanili, come Dostoevskij. <img loading="lazy" class="size-medium wp-image-2637 alignright" src="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/11-242x300.jpeg" alt="" width="242" height="300" srcset="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/11-242x300.jpeg 242w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/11-250x309.jpeg 250w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/11.jpeg 564w" sizes="(max-width: 242px) 100vw, 242px" /><br />
Edita rimane in quel luogo di ispirazione e meditazione, a San Michele in Moriano, fino al 1955 e poi si trasferisce a Roma dove, per qualche tempo, manderà avanti le edizioni della casa editrice Hoepli per “Valori Plastici”, prima di cederne il marchio. Nel 1957 Giuseppe Ungaretti scrive il testo di presentazione per la mostra personale di Edita Broglio alla Galleria del Vantaggio, di Roma.<br />
In quegli anni la pittrice realizza anche “Sinfonia cromatica” in varie versioni: vivace, andante, <img loading="lazy" class="size-medium wp-image-2638 alignleft" src="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/12-300x169.jpeg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/12-300x169.jpeg 300w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/12-1024x576.jpeg 1024w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/12-768x432.jpeg 768w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/12-250x141.jpeg 250w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/12-600x338.jpeg 600w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/12.jpeg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />allegro e moderato (1951); inoltre dipinge le due opere “A ciel coperto” e “A ciel sereno” (1954). La stessa inquadratura viene rivisitata in più varianti per realizzare uno studio della luce e del colore. La stessa caratteristica è presente in vari altri lavori di fine anni Cinquanta e in quelli degli anni Sessanta. Anche nel mosaico Edita Broglio raggiunge la medesima intensità. Un esempio fra tutti è costituito da quello che ritrae Giorgio De Chirico, del 1968. La fotografia e le riproduzioni sono conservate nel “Fondo Valori Plastici” ospitato presso l’archivio storico della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma. Nel 1959 la pittrice è presente alla Quadriennale romana; nel 1967 espone a Firenze, alla mostra “Arte italiana, 1915-1935” curata da Carlo Ludovico Ragghianti. Nel 1974 (quasi novantenne) si lascia convincere a mettere ordine nell&#8217;archivio di “Valori Plastici”. Muore a Roma il 19 gennaio 1977 e viene seppellita al Testaccio.<br />
Purtroppo, a distanza di quasi cinquant’anni dalla morte della sua fondatrice la prestigiosa casa editrice Hoepli ha chiuso definitivamente i battenti (nel marzo del 2026) segnando, così, la fine di una storica ed importante istituzione culturale italiana.<br />
Speriamo che qualcuno si svegli e comprenda che il nostro patrimonio storico/letterario non può essere sprecato scialbamente e intervenga qualche istituzione adeguata.</p>
<p><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-2639 aligncenter" src="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/13-300x169.jpeg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/13-300x169.jpeg 300w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/13-1024x576.jpeg 1024w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/13-768x432.jpeg 768w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/13-250x141.jpeg 250w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/13-600x338.jpeg 600w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/13.jpeg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Per approfondire le notizie sull’artista si rimanda al Volume II° del saggio storico “Female art in history. L’arte femminile nella storia. Dall’antichità all’epoca contemporanea”, di Irene Manente e Anna Rita Delucca, Edizioni Youcanprint, Lecce 2025, presente presso Padiglione 2 Stand F118-G117</p>
<p>Anna Rita Delucca</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ingresso-libero.com/il-realismo-magico-di-edita-broglio/">Il Realismo magico di Edita Broglio</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ingresso-libero.com">Ingresso Libero</a>.</p>
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		<title>Gli Evangelisti dell&#8217;artista Carlo Rossi nella Basilica di San Petronio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Bassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 06:18:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte è]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli Evangelisti dell’artista Carlo Rossi nella Basilica di San Petronio &#160; Nella suggestiva basilica bolognese si è potuta ammirare fino [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><em><strong>Gli Evangelisti dell’artista Carlo Rossi nella Basilica di San Petronio</strong></em></h2>
<p><img loading="lazy" class=" wp-image-2615 aligncenter" src="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/imm.-evid.-Rossi-1-300x192.jpeg" alt="" width="380" height="243" srcset="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/imm.-evid.-Rossi-1-300x192.jpeg 300w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/imm.-evid.-Rossi-1-1024x655.jpeg 1024w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/imm.-evid.-Rossi-1-768x491.jpeg 768w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/imm.-evid.-Rossi-1-1536x983.jpeg 1536w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/imm.-evid.-Rossi-1-2048x1310.jpeg 2048w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/imm.-evid.-Rossi-1-250x160.jpeg 250w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/imm.-evid.-Rossi-1-600x384.jpeg 600w" sizes="(max-width: 380px) 100vw, 380px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nella suggestiva basilica bolognese si è potuta ammirare fino al 31 marzo 2026 l’esposizione del maestro pittore, intarsiatore e pirografista, Carlo Rossi, allestita presso la suggestiva Cappella di Santa Brigida.<br />
<img loading="lazy" class="size-medium wp-image-2616 alignleft" src="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/24-300x169.jpeg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/24-300x169.jpeg 300w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/24-1024x576.jpeg 1024w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/24-768x432.jpeg 768w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/24-250x141.jpeg 250w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/24-600x338.jpeg 600w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/24.jpeg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />A fungere da sfondo, lo scenario di pregevoli capolavori medievali come il polittico di Tommaso Garelli (1477) raffigurante la Madonna col Bambino e santi oltre le pareti affrescate con opere votive del XV secolo, tra cui quelle di Luca da Perugia, Michele di Matteo e una Santa Caterina d’Alessandria tardogotica attribuita a Bartolomeo Scanelli.<br />
Il tutto per valorizzare le quattro opere del maestro leccese, maestosamente svettanti sui loro cavalletti e diretti sapientemente verso le pupille di qualunque visitatore desiderasse bearsi il più a lungo possibile, osservando la bellezza e la raffinatezza di quegli intarsi in legno, raffiguranti i volti di coloro che, in tempi assai lontani, vollero narrare la vita di Cristo nei propri Vangeli. <img loading="lazy" class="size-medium wp-image-2617 alignright" src="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/34-300x169.jpeg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/34-300x169.jpeg 300w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/34-1024x576.jpeg 1024w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/34-768x432.jpeg 768w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/34-250x141.jpeg 250w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/34-600x338.jpeg 600w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/34.jpeg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Illustre ispiratore per la realizzazione dei quattro ritratti è nientemeno che il celeberrimo pittore barocco Guido Reni il quale, nel Seicento, rappresentò con i suoi sopraffini pennelli e colori a olio, i medesimi volti.<br />
In realtà, Carlo Rossi ha riprodotto fedelmente gli evangelisti del Reni, i quali attualmente appartengono alla prestigiosa collezione americana del Bob Jones University Museum and Gallery, a Greenville, nel South Carolina, ma per farlo ha utilizzato una tecnica del tutto sui generis, la tarsìa, combinando piccoli frammenti sapientemente scelti tra varie tipologie e tonalità di legno per creare i ritratti dei quattro personaggi biblici sulla stessa falsariga dei dipinti che Guido Reni eseguì tra il 1620 ed 1621.<br />
Le opere che Carlo Rossi ha esposto in mostra, si ammirano proprio per particolari caratteristiche ch’esse evidenziano anche davanti alla vista dei meno esperti: tali prerogative consistono nell’eleganza con cui l’artista ha scelto e accuratamente posizionato i vari tipi di legno per realizzare l’intarsio: dal noce, per l’ombreggiatura più profonda, al mogano per i toni più caldi, fino all’acero per le nuances chiare e luminose e così via, a seconda delle sfumature che l’artista ha voluto infondere alle</p>
<p><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-2618 alignleft" src="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/44-300x169.jpeg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/44-300x169.jpeg 300w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/44-1024x576.jpeg 1024w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/44-768x432.jpeg 768w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/44-250x141.jpeg 250w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/44-600x338.jpeg 600w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/44.jpeg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />figure degli Evangelisti, per omaggiare nel modo più fedele possibile, le sopraffine opere del grande maestro del Seicento bolognese.</p>
<p>L’icona del San Matteo è stata realizzata per prima, come si può notare anche dalle tonalità più brune rispetto a quelle degli altri tre evangelisti che sono recentissime: essa, infatti, risale all’ anno 2014.<br />
Il color bruno caldo dell’icona di Matteo, si addice particolarmente allo scenario d’insieme in cui l’Evangelista, ormai attardato nell’età, porta una barba folta: una profonda ruga attraversa la sua fronte mentre è intento a ricevere l’ispirazione angelica che lo istruisce nella scrittura del testo sacro.<br />
Al contrario, composto da elementi lignei dai toni eburnei, si staglia il personaggio di San Giovanni, imberbe e dai lineamenti quasi femminei per sottolineare la giovanissima età, come vuole l’antica tradizione iconografica, fedelmente seguita anche da Guido Reni, come del resto dimostra persino il geniale Leonardo da Vinci nella sua celeberrima “Ultima Cena”. <img loading="lazy" class="size-medium wp-image-2619 alignright" src="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/54-300x169.jpeg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/54-300x169.jpeg 300w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/54-1024x576.jpeg 1024w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/54-768x432.jpeg 768w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/54-250x141.jpeg 250w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/54-600x338.jpeg 600w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/54.jpeg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>A mediare tra i due opposti, ritroviamo le icone di San Marco e San Luca, elaborati sul modello del Reni e carichi, perciò, di tensione ispiratrice: il primo è intento nella scrittura, il secondo sta con lo sguardo rivolto a cielo, quasi a implorare insegnamenti e ciò non è casuale dal momento che, tra i quattro evangelisti, Luca è proprio colui che visse in un’epoca maggiormente distante rispetto ai fatti narrati dai testi sacri.<br />
I Vangeli canonici (letteralmente, “Buona Notizia”) vennero composti attorno alla seconda parte del I secolo d.C.<br />
Secondo la tradizione e gli studi finora tramandati, Giovanni e Matteo, in quanto apostoli, conobbero direttamente Gesù, mentre Marco (discepolo di Pietro) e Luca (medico, oltre che discepolo di Paolo) ricercarono e raccolsero molte testimonianze.<br />
Nell’iconografia di Guido Reni, fedelmente ricostruita da Carlo Rossi nelle proprie icone, Matteo e Giovanni sono raffigurati con i loro simboli misterici derivati dalla visione di Ezechiele nell’Antico Testamento, oltre che nell’Apocalisse: l’angelo ispiratore e l’aquila, emblema del Verbo divino.<br />
Marco e Luca, invece, non presentano i propri simboli: il Leone, in quanto forza della parola (Ezechiele profetizza la figura di Giovanni Battista come “la voce che grida nel deserto” preannunciando l’avvento del Messia), sta a rappresentare Marco; mentre per<br />
simboleggiare Luca, la Bibbia si serve del Toro/Vitello, in quanto emblema del sacrificio.<br />
<img loading="lazy" class="size-medium wp-image-2620 alignleft" src="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/64-300x169.jpeg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/64-300x169.jpeg 300w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/64-1024x576.jpeg 1024w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/64-768x432.jpeg 768w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/64-250x141.jpeg 250w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/64-600x338.jpeg 600w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/64.jpeg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Guido Reni, grazie alla sua posizione di primo pittore a Bologna, ebbe una notevole influenza sugli artisti a lui successivi, i quali si rifacevano soprattutto al suo stile più tardo. Egli rimase fedele alla prestigiosissima Accademia degli Incamminati carraccesca, in cui si era formato in età giovanile dopo l’apprendistato presso il fiammingo Calvaert; dunque il suo spirito di base fu sempre una continua ricerca della bellezza ideale, istillata in particolar modo da Raffaello.<br />
L’artista Carlo Rossi nei suoi quattro Evangelisti rinverdisce tale ricerca di eleganza estetica, inoltre non è nuovo nella raffigurazione di soggetti sacri e da sempre opera non solo come pittore, intarsiatore ma anche con la pirografia, tecnica con la quale ha realizzato vari lavori a carattere religioso riproducendo opere di grandi maestri del passato.<br />
Sin da giovanissimo si è dedicato all’arte nel suo territorio d’origine, la Puglia.<br />
Nato a Novoli, nel territorio leccese, nei primi anni Settanta studiò ad Urbino presso la scuola d’arte incisoria di Walter Piacesi e subito dopo si trasferì a Bologna dove avviò un laboratorio di calcografia, sotto l’occhio esperto del maestro Cesare Pacitti. Qui ebbe modo di perfezionare tecniche litografiche, xilografiche e di serigrafia.</p>
<p><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-2621 alignright" src="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/75-300x169.jpeg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/75-300x169.jpeg 300w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/75-1024x576.jpeg 1024w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/75-768x432.jpeg 768w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/75-250x141.jpeg 250w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/75-600x338.jpeg 600w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/75.jpeg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Conobbe, poi, Severo Pozzati (Sepo), noto pittore, scultore e cartellonista che insieme al fratello Mario e il nipote Concetto sono ancora oggi considerati tra i maggiori artisti del settore. Sepo, attivo anche in Francia, fu uno dei più importanti cartellonisti pubblicitari della prima metà del Novecento, poichè trasformò il manifesto da oggetto puramente decorativo (secondo il criterio di uno tra i più noti progenitori della cartellonistica, Leonetto Cappiello) in un vero e proprio strumento di comunicazione pubblicitaria.<br />
Amore per la stampa artistica, dunque, ma pure passione per lo stile prorompente della Pop Art americana che in quegli anni imperversava.<br />
Il suo interesse per la figura, in particolare quella umana, spesso inserita nella natura, attirava critici e studiosi del calibro di Giorgio Celli, il quale, più tardi scriverà di lui: “La prima cosa che si può pensare, quindi, di un pittore come il Rossi, è che la sua nicchia visiva sia una nicchia abitata da immagini reali, verosimili e riconoscibili, che dissimula pittoricamente per dotarle di artisticità…”.<br />
Tutto ciò avveniva in un clima prettamente astrattista, quando tale stile si era ormai imposto come l’indiscusso portavoce dei maggiori fenomeni sociali.<br />
Ma spesso accade che una forma espressiva ne ispiri un’altra, in un continuo flusso di idee, colori e creazioni impossibili da ignorare: tale fu il caso di Carlo Rossi che proprio in quel periodo si mosse nel territorio bolognese, e non solo, con una serie di mostre dedicate alle sue opere pittoriche libere, dalle forme limpide, dai contorni definiti e i toni sgargianti ma sempre modulati nella misura dell’eleganza, pur contaminandosi di accenti Pop o di American Scene Painting. <img loading="lazy" class="size-medium wp-image-2622 alignleft" src="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/85-300x169.jpeg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/85-300x169.jpeg 300w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/85-1024x576.jpeg 1024w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/85-768x432.jpeg 768w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/85-250x141.jpeg 250w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/85-600x338.jpeg 600w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/85.jpeg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Nel 1976 realizzò anche una serie di incisioni in omaggio a Tiepolo e a Rembrandt (con i testi di Gualtiero De Santi) per le Edizioni Svolta, fondata nel 1964, dal noto critico d’arte e giornalista Enzo Rossi Roiss, nonché fratello dell’artista.<br />
In seguito, però, interruppe per qualche anno l’attività espositiva (dalla fine degli anni Settanta, fino al 1983) per dedicarsi, più costantemente, alla sperimentazione creativa e ricercare nuovi stimoli pittorici.<br />
Riprese, poi, ad esporre negli anni successivi e si recò anche in Francia mentre continuava a lavorare sia in ambito pittorico, soprattutto nella tecnica con colori acrilici e multistrati, ma pure nell’arte incisoria, pirografica e della tarsìa.</p>
<p><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-2623 alignright" src="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/93-300x169.jpeg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/93-300x169.jpeg 300w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/93-1024x576.jpeg 1024w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/93-768x432.jpeg 768w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/93-250x141.jpeg 250w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/93-600x338.jpeg 600w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/93.jpeg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Sarà negli anni Novanta che l’artista incontrerà il pittore internazionale Remo Brindisi il quale si rivolgerà a lui per stampare alcune proprie incisioni e serigrafie.<br />
Ammirato dalla sua verve artistica lo ospita nella propria Fondazione per una mostra personale di opere acriliche su multistrati, inoltre ne scriverà il testo di presentazione.</p>
<p><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-2624 alignleft" src="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/102-225x300.jpeg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/102-225x300.jpeg 225w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/102-768x1024.jpeg 768w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/102-1152x1536.jpeg 1152w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/102-250x333.jpeg 250w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/102-600x800.jpeg 600w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/102.jpeg 1200w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" />Attualmente, giunto ormai alla fase più matura della sua evoluzione artistica, Carlo Rossi privilegia tecniche raffinate e perfezionistiche come la pirografia e l’arte dell’intarsio: senza dubbio l’utilizzo di materiali ‘vivi’ come il legno -geniale invenzione della natura- permette all’artista pugliese di trasmettere al meglio il calore della sua terra d’origine, animata da un’anima mediterranea.<br />
Dopo aver affrontato il lungo viaggio della vita, dopo aver raccolto un ricco bagaglio di conoscenze nei più disparati generi e stili artistici, nelle luci vibranti e nel fermento urbano del nord Italia, oggi l’artista finalmente approda ad una maturità più silente, aspirando all&#8217;essenzialità e ad una sorta di “misticismo materico” dove il legno diventa il supporto privilegiato per un dialogo sacro e ancestrale.<br />
Attraverso le venature e le imperfezioni di questo elemento naturale, egli ora trasforma la materia viva in un’iconografia che profuma di terra e di spirito.<br />
Un ritorno alle origini che non è nostalgia, ma una solenne celebrazione della vita attraverso la purezza della natura, quella natura che, a suo tempo, il grande entomologo e studioso dell’arte, Giorgio Celli, aveva già profeticamente individuato nell’animo creativo di Carlo Rossi.</p>
<p>Anna Rita Delucca</p>
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		<title>My Girl</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Bassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 05:47:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Graphic Novel]]></category>
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<div class="ead-preview"><div class="ead-document" style="position: relative;padding-top: 90%;"><div class="ead-iframe-wrapper"><iframe src="//docs.google.com/viewer?url=https%3A%2F%2Fwww.ingresso-libero.com%2Fwp-content%2Fuploads%2F2026%2F05%2FGN-86.pdf&amp;embedded=true&amp;hl=en" title="Embedded Document" class="ead-iframe" style="width: 100%;height: 100%;border: none;position: absolute;left: 0;top: 0;visibility: hidden;"></iframe></div>			<div class="ead-document-loading" style="width:100%;height:100%;position:absolute;left:0;top:0;z-index:10;">
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		<title>Ingresso Libero n° 86 maggio 2026</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Bassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 05:43:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giornalino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cosa leggiamo? Pag. 2                          Il tempo triste.  (Graziella [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ingresso-libero.com/ingresso-libero-n-86-maggio-2026/">Ingresso Libero n° 86 maggio 2026</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ingresso-libero.com">Ingresso Libero</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" class="alignnone size-medium wp-image-2604" src="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/COP-compressa-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/COP-compressa-300x300.jpg 300w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/COP-compressa-1024x1024.jpg 1024w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/COP-compressa-150x150.jpg 150w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/COP-compressa-768x768.jpg 768w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/COP-compressa-1536x1536.jpg 1536w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/COP-compressa-2048x2048.jpg 2048w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/COP-compressa-250x250.jpg 250w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/COP-compressa-100x100.jpg 100w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/COP-compressa-600x600.jpg 600w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/05/COP-compressa-200x200.jpg 200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<h2>Cosa leggiamo?</h2>
<p>Pag. 2                          Il tempo triste.  (Graziella Massenz)</p>
<p>Pag. 3                          Lettera a Rex.    (Graziella Massenz)</p>
<p>Pag. 4 —11                 Gli Evangelisti dell’artista Carlo Rossi nella Basilica di San Petronio.  (A.R. Delucca)</p>
<p>Pag. 12-13                  My Girl.  (Mirco Passerini)</p>
<p>Pag. 14-15.                 Mio caro ieri    (Graziella Massenz)</p>
<p>Pag. 16 — 20.            Il Ritardo.  (Roselia Irti)</p>
<p>Pag. 21 —27.             Il Realismo magico di Edita Broglio    (A.R. Delucca)</p>
<div class="ead-preview"><div class="ead-document" style="position: relative;padding-top: 90%;"><div class="ead-iframe-wrapper"><iframe src="//docs.google.com/viewer?url=https%3A%2F%2Fwww.ingresso-libero.com%2Fwp-content%2Fuploads%2F2026%2F05%2F86_compressed-1.pdf&amp;embedded=true&amp;hl=en" title="Embedded Document" class="ead-iframe" style="width: 100%;height: 100%;border: none;position: absolute;left: 0;top: 0;visibility: hidden;"></iframe></div>			<div class="ead-document-loading" style="width:100%;height:100%;position:absolute;left:0;top:0;z-index:10;">
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							<span>Taking too long?</span>
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						<p>
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		<title>Giancarlo Martelli ovvero la tenacia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Bassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 09:24:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte è]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Giancarlo Martelli ovvero la tenacia Cento anni di arte tra XX° e XXI° secolo Varcato ormai l’ingresso dell’anno 2026, è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ingresso-libero.com/giancarlo-martelli-ovvero-la-tenacia/">Giancarlo Martelli ovvero la tenacia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ingresso-libero.com">Ingresso Libero</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;"><strong>Giancarlo Martelli ovvero la tenacia</strong><br />
Cento anni di arte tra XX° e XXI° secolo</h2>
<p><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-2590 aligncenter" src="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/03/13-300x169.jpeg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/03/13-300x169.jpeg 300w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/03/13-1024x576.jpeg 1024w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/03/13-768x432.jpeg 768w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/03/13-250x141.jpeg 250w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/03/13-600x338.jpeg 600w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/03/13.jpeg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Varcato ormai l’ingresso dell’anno 2026, è significativo evidenziare la tenacia di un artista italiano che, giunto alla soglia dei suoi cento anni d’età, dopo un’intera vita passata a dedicarsi alla pittura continua tenacemente a praticarla.</p>
<p>Nato a Novara il 26 aprile 1926, ha trascorso la sua esistenza tra l’attività di medico e la pittura.<br />
Inizia a prendere in mano i pennelli ancora bambino, durante gli anni Trenta, in seguito studia arti figurative sotto la guida di importanti maestri di Brera come Mario Moretti Foggia, a sua volta noto allievo del grande maestro della scuola lombarda, Cesare Tallone.</p>
<p><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-2591 alignleft" src="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/03/23-300x169.jpeg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/03/23-300x169.jpeg 300w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/03/23-1024x576.jpeg 1024w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/03/23-768x432.jpeg 768w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/03/23-250x141.jpeg 250w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/03/23-600x338.jpeg 600w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/03/23.jpeg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Negli anni della giovinezza frequenta un noto gruppo di pittori novaresi tra cui uno dei migliori allievi del famoso accademico albertino Felice Casorati, ossia Sergio Bonfantini: questo sodalizio gli fornisce l’occasione di perfezionare le sue conoscenze tecniche.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-2592 alignright" src="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/03/33-300x169.jpeg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/03/33-300x169.jpeg 300w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/03/33-1024x576.jpeg 1024w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/03/33-768x432.jpeg 768w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/03/33-250x141.jpeg 250w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/03/33-600x338.jpeg 600w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/03/33.jpeg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Proprio attraverso il gruppo di Novara, ha la fortuna di conoscere il fratello di Sergio Bonfantini, Mario, uno dei fondatori della rivista “La Libra”, tramite cui anche il celebre scrittore Mario Soldati pubblicò e rese nota la sua opera letteraria “Salmace”, divenuta un caposaldo della letteratura italiana novecentesca.</p>
<p><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-2593 alignleft" src="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/03/43-300x169.jpeg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/03/43-300x169.jpeg 300w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/03/43-1024x576.jpeg 1024w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/03/43-768x432.jpeg 768w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/03/43-250x141.jpeg 250w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/03/43-600x338.jpeg 600w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/03/43.jpeg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Espressionismo, Divisionismo, i Fauves, sono la direttiva pittorica da cui prende spunto ma anche per le sue antiche architetture medievali che spesso fanno da impalcatura alle proprie costruzioni scenografiche e testimoniano la ricerca quanto la sperimentazione di vari canoni della grande storia dell’arte, dal Gotico italiano e mitteleuropeo, fino al Rinascimento per approdare lungo il corso del tempo fino all’Espressionismo e alla Transavanguardia, traendo linfa da tutto il meglio dell’arte del XX° secolo.</p>
<p><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-2594 alignright" src="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/03/53-300x169.jpeg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/03/53-300x169.jpeg 300w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/03/53-1024x576.jpeg 1024w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/03/53-768x432.jpeg 768w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/03/53-250x141.jpeg 250w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/03/53-600x338.jpeg 600w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/03/53.jpeg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />I paesaggi e i ritratti della sua prima fase pittorica (fino agli anni Settanta circa) per Giancarlo Martelli costituiscono perlopiù un diletto ma non rivestono il ruolo di tematica abituale: soprattutto nei ritratti rappresenta connotati intimistici e riflessivi rispondenti alla necessità di annotarvi una sorta di studio psicologico del soggetto raffigurato.</p>
<p><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-2595 alignleft" src="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/03/63-300x169.jpeg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/03/63-300x169.jpeg 300w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/03/63-1024x576.jpeg 1024w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/03/63-768x432.jpeg 768w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/03/63-250x141.jpeg 250w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/03/63-600x338.jpeg 600w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/03/63.jpeg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />In epoca giovanile, pur praticando la pittura, si laurea specializzandosi in Medicina del Lavoro (1954) e dopo un aver trascorso un periodo lavorativo all’ Ospedale Fatebenefratelli, in seguito passerà ad occuparsi della cura dei malati di silicosi, una grave patologia tipica degli operai delle miniere; nel XX° secolo, infatti, la silicosi fu una delle malattie del lavoro più pericolose, con un altissimo numero di vittime tra i minatori, sia in Italia che all&#8217;estero (come nel caso delle cave di carbone in Belgio).<br />
<img loading="lazy" class="size-medium wp-image-2596 alignright" src="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/03/73-300x169.jpeg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/03/73-300x169.jpeg 300w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/03/73-1024x576.jpeg 1024w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/03/73-768x432.jpeg 768w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/03/73-250x141.jpeg 250w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/03/73-600x338.jpeg 600w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/03/73.jpeg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Proseguirà per molti anni a svolgere l’attività il medico Responsabile del reparto di Tisiologia e Fisiopatologia respiratoria alla clinica Miazzina di Verbania.<br />
Intanto l’arte continua a rimanere per lui una fonte di ispirazione ma anche una valvola di sfogo dalla quotidianità in cui cerca di lenire le sofferenze dei malati; in questi anni di intensa attività di medico e di artista, espone i suoi lavori pittorici. Numerose saranno le mostre personali e collettive in giro per l’Italia e soprattutto a Milano, nella Galleria la Nuova Sfera e presso la Scuola di Giornalismo di Torino, tra gli anni Ottanta Novanta.<br />
Qualche professionista desidera ingaggiarlo come pittore a tempo pieno ma lui declina elegantemente l’invito affermando che lasciare i suoi pazienti gli parrebbe come rifuggire da una responsabilità.<br />
Non manca, però, di venire incontro all’interessamento di critici e studiosi, alcuni assai noti, che scriveranno una serie di testi sulla sua arte e che saranno pubblicati in prestigiosi giornali e riviste del settore.</p>
<p>Anche i familiari continuano ad incoraggiarlo nel proseguire a dipingere, addirittura il figlio Fabrizio, che Martelli ritrae in vari suoi lavori, acquisirà la passione per l’arte, soprattutto nella raffigurazione del paesaggio, diventando un bravo fotografo d’arte, almeno fino alla sua scomparsa prematura, nel 2022, lasciando un grande vuoto che spingerà l’artista a rallentare fortemente la sua produzione di dipinti.</p>
<p><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-2597 alignleft" src="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/03/84-300x169.jpeg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/03/84-300x169.jpeg 300w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/03/84-1024x576.jpeg 1024w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/03/84-768x432.jpeg 768w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/03/84-250x141.jpeg 250w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/03/84-600x338.jpeg 600w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/03/84.jpeg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />La fase matura del pittore novarese si fissa principalmente sui caratteri socio/psicologici della natura umana: all’interesse per l’Espressionismo tedesco, per i Fauves francesi o per la Transavanguardia, tra gli anni Ottanta e il nuovo secolo Duemila egli sovrappone una maggiore attenzione verso l’Astrattismo e l’Arte Informale, pur non tralasciando totalmente la ‘figura’.<br />
È assodato, infatti, che nell’ultima fase tra il 2000 e il 2020 circa, dominano la scena i suoi Uomini di carta, che esprimono la propria protesta sociale nei confronti di un profilo dell’umanità contemporanea imprigionato dentro una crisi profonda che si traduce, a sua volta, in un paradosso, quello di possedere una smisurata ricchezza di mezzi di comunicazione ma, nel contempo, di aver intorno un grande vuoto di contenuti autentici.</p>
<p>Il ciclo intitolato “L’Uomo di Carta” racchiude in sé tutte le dinamiche, spesso imbarazzanti, della debolezza umana soprattutto quando descrive le più disparate rappresentanze delle classi sociali, messe a nudo in tutta la loro individuale e profonda realtà di vita.<br />
Il fantoccio di carta è una caricatura che mette in luce la vulnerabilità dell’uomo vanaglorioso, narcisista e pieno di contraddizioni, la cui dignità è misera e poco consistente, come la carta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Risale all’anno 2016 la grande mostra collettiva “Arte Salerno” Premio internazionale di Arte Contemporanea, organizzata da Artetra in cui la sua opera “Una maschera per ogni giorno” è stata scelta dal Comitato di selezione artisti presieduto da Vittorio Sgarbi; ciò segna un altro traguardo dopo il lunghissimo percorso artistico e culturale del medico/pittore quasi centenario e culmina in un’attualissima unicità riscontrabile nei suoi improbabili burattini e marionette da teatrino che assumono vita propria e incombono sulla scena come sul palco della realtà, rammentandoci dell’inesorabilità del tempo, dell’esistenza e la vanità dell’umana onnipotenza.<br />
La pittura degli ultimi anni continua ad essere caratterizzata da uno stile energico nel mescolare i colori gettati corposamente sulla tela, con pennellate larghe e toni vivaci che spesso lasciano predominare il rosso fiammante, rivelatore di un tenace vigore vitale.</p>
<p>In questa ultima fase prevalgono le opere di caratterizzazione astratta che scompongono le immagini per rendere visibile la realtà invisibile e in qualche modo si agganciano ancora alle tematiche filosofiche precedenti, soprattutto per quan<img loading="lazy" class="size-medium wp-image-2599 alignleft" src="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/03/101-300x169.jpeg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/03/101-300x169.jpeg 300w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/03/101-1024x576.jpeg 1024w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/03/101-768x432.jpeg 768w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/03/101-250x141.jpeg 250w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/03/101-600x338.jpeg 600w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/03/101.jpeg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />to concerne il tema della ‘maschera’ dietro cui si nasconde ‘l’uomo di carta’.</p>
<p>Dalle parole dell’artista: <em>“Esistono Bellezze pirandellianamente multiple, di volta in volta create da soggetti diversi… Mi sembra che partendo da Van Gogh sino al taglio di Fontana, sia stato violentemente distrutto il precedente concetto di Bellezza”.</em><br />
.</p>
<p>(Anna Rita Delucca)</p>
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		<title>Ingresso Libero n° 85 marzo 2026</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Bassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 09:04:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giornalino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cosa leggiamo? Pag. 2                            Finalmente Mirco ! [&#8230;]</p>
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<h2><em><strong>Cosa leggiamo?</strong></em></h2>
<p>Pag. 2                            Finalmente Mirco !</p>
<p>Pag. 3-4-5-6-7.            Fantasyland.   (Mostra Mirco Passerini)</p>
<p>Pag. 8                            La speranza.    (Graziella Massenz)</p>
<p>Pag. 9                             La pioggia.        (Graziella Massenz)</p>
<p>Pag. 10.                          La bellezza        (Graziella Massenz)</p>
<p>Pag. 11-12-13-14.          Giancarlo Martelli ovvero la tenacia.     (A.R. Delucca)</p>
<p>Pag. 15-16-17-18-19.    Il sorriso   (Roselia Irti)</p>
<div class="ead-preview"><div class="ead-document" style="position: relative;padding-top: 90%;"><div class="ead-iframe-wrapper"><iframe src="//docs.google.com/viewer?url=https%3A%2F%2Fwww.ingresso-libero.com%2Fwp-content%2Fuploads%2F2026%2F03%2F85-compressed-1.pdf&amp;embedded=true&amp;hl=en" title="Embedded Document" class="ead-iframe" style="width: 100%;height: 100%;border: none;position: absolute;left: 0;top: 0;visibility: hidden;"></iframe></div>			<div class="ead-document-loading" style="width:100%;height:100%;position:absolute;left:0;top:0;z-index:10;">
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						<p>
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		<title>Acqua, l&#8217;oro azzurro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Bassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2026 09:53:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte è]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>ACQUA. L’Oro Azzurro In occasione degli eventi inseriti nel programma ART CITY WHITE NIGHT ARTEFIERA di Bologna Dal 7 al [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;"><img loading="lazy" class="alignnone size-medium wp-image-2578" src="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/foto-1-212x300.jpeg" alt="" width="212" height="300" srcset="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/foto-1-212x300.jpeg 212w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/foto-1-724x1024.jpeg 724w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/foto-1-768x1086.jpeg 768w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/foto-1-1086x1536.jpeg 1086w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/foto-1-1448x2048.jpeg 1448w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/foto-1-250x354.jpeg 250w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/foto-1-600x848.jpeg 600w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/foto-1.jpeg 1654w" sizes="(max-width: 212px) 100vw, 212px" /><br />
<span style="color: #ff0000;"><em>ACQUA. L’Oro Azzurro</em> </span></h2>
<h2 style="text-align: center;">
In occasione degli eventi inseriti nel programma</h2>
<h2 style="text-align: center;">ART CITY WHITE NIGHT ARTEFIERA di Bologna</h2>
<p>Dal 7 al 15 febbraio 2026 La Corte di Felsina Associazione Arte e Cultura presenta nei suoi spazi espositive le mostre d’arte visive “ACQUA-L’ Oro Azzurro” e “Mayyehmáyimacqua (מים مَيّه acqua) Bologna 2026-L’acqua è vita in tutto il mondo”.</p>
<p><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-2579 aligncenter" src="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/foto-2-225x300.jpeg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/foto-2-225x300.jpeg 225w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/foto-2-768x1024.jpeg 768w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/foto-2-1152x1536.jpeg 1152w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/foto-2-1536x2048.jpeg 1536w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/foto-2-250x333.jpeg 250w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/foto-2-600x800.jpeg 600w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/foto-2-scaled.jpeg 1920w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></p>
<p>Il patrimonio marino del ravennate rappresenta una risorsa naturale di grande valore ambientale e culturale.<br />
La costa romagnola ospita ecosistemi delicati, come le dune e le zone umide, fondamentali per la biodiversità.<br />
Il mare Adriatico è da sempre una fonte di lavoro, turismo e identità per il territorio.<br />
La tutela dell’acqua di mare è essenziale per garantire la salute degli organismi marini.<br />
Ridurre l’inquinamento e controllare gli scarichi è un obiettivo prioritario.<br />
Anche il sale, elemento naturale legato al mare, ha avuto un ruolo storico nell’economia locale.<br />
Le antiche saline testimoniano il rapporto tra l’uomo e l’ambiente marino.<br />
Proteggere il mare significa preservare queste tradizioni.<br />
La salvaguardia dell’acqua contribuisce al benessere delle persone.<br />
Solo con comportamenti responsabili si può difendere questo prezioso patrimonio.</p>
<p><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-2580 aligncenter" src="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/foto-3-1-225x300.jpeg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/foto-3-1-225x300.jpeg 225w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/foto-3-1-768x1024.jpeg 768w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/foto-3-1-1152x1536.jpeg 1152w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/foto-3-1-1536x2048.jpeg 1536w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/foto-3-1-250x333.jpeg 250w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/foto-3-1-600x800.jpeg 600w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/foto-3-1-scaled.jpeg 1920w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></p>
<p>Pittori, incisori, grafici, fotografi, artisti digitali e scultori si mettono insieme per valorizzare questo elemento prezioso e irrinunciabile per la vita di tutti gli esseri viventi.<br />
Fonte di vita, memoria e futuro, l’acqua attraversa confini geografici, culturali e politici.<br />
Le opere in mostra raccontano l’acqua come “oro azzurro”: bene essenziale, fragile e insostituibile, oggi più che mai da proteggere. In un mondo segnato da conflitti e disuguaglianze, l’acqua diventa simbolo di pace e responsabilità collettiva, un linguaggio comune che unisce i popoli oltre ogni divisione.<br />
Il titolo Mayyehmáyimacqua è una parola -manifesto. Mayim (מים) significa acqua in ebraico ed è una parola che esiste solo al plurale, come a indicare abbondanza e relazione. In arabo l’acqua è māʾ (ماء), termine antico che richiama l’origine della vita. Mayyeh richiama inoltre forme colloquiali arabe della parola acqua. L’unione di questi suoni e significati crea un ponte tra lingue e culture diverse, che condividono la stessa radice vitale. La mostra invita il pubblico a riflettere su un principio semplice e urgente: senza acqua non c’è vita, e senza rispetto per la vita non c’è futuro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-2581 alignleft" src="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/foto-4-98x300.jpeg" alt="" width="98" height="300" srcset="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/foto-4-98x300.jpeg 98w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/foto-4-334x1024.jpeg 334w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/foto-4-501x1536.jpeg 501w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/foto-4-250x766.jpeg 250w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/foto-4.jpeg 522w" sizes="(max-width: 98px) 100vw, 98px" />Nell’esposizione ACQUA-L’Oro Azzurro curata dalla storica dell’arte Anna Rita Delucca espongono:<br />
<strong>Luisa Attimonelli, Elisabetta Artusi, Anna Rita Barbieri, Paolo Bassi, Barbara Beltrami, Simona Braiato, Ingrid Blaurock, Giancarlo Caprara, Rosemarie Cicirello, Custa, Fiorenza Fiorini, Alfonso Fraia, Patrizia Da Re, Gino Gamberini, Roberta Grillanda, Tiziana Gualandi, Nicoletta Guerzoni, Elvira Laguardia, Lorella Lauricella, Arianna Lorenzin, Fabrizio Malaguti, Irene Manente Mariquita, Paola Marchi, Graziella Massenz Nagra, Maria Grazia Miraggi, Marisa Roli, Simona Salodini, Nicoletta Spinelli, Maria Luisa Vergara</strong></p>
<p><em>Nella mostra Mayyehmáyimacqua&#8221; (מים مَيّه acqua) Bologna 2026-L’acqua è vita in tutto il mondo curata dallo storico e critico d’arte del CAM Mondadori, prof. Mino Iorio espongono: </em><br />
<em>Letizia Cucciarelli Migliorini, Veronica Longo, Carlo Alberto Prete, Roberto Sanchez, Aurelio Talpa</em></p>
<p><em>Sabato 7 febbraio alle ore 18.00 Vernissage, in occasione di White Night Arte Fiera Bologna, con presentazione delle mostre. </em><br />
<em>Sabato 14 febbraio alle ore 17. 30 “L’acquerello nella storia dell’arte” </em><br />
<em>Incontro con la storica dell’arte Anna Rita Delucca </em><br />
<em>L’ingresso alle esposizioni e agli eventi è gratuito </em><br />
<em>La mostra resta aperta tutti i giorni dalle ore 15.30 alle 19.00 fino a domenica 15 febbraio 2025</em><br />
<em>Presso La Corte di Felsina, via Santo Stefano 53, Bologna. www.lacortedifelsina.it</em></p>
<p>(Anna Rita Delucca)</p>
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		<title>Bartolomeo Cesi: chi era costui ?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Bassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2026 09:40:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte è]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Bartolomeo Cesi: chi era costui? &#160; È una tipica tradizione bolognese che, per smaltire le scorpacciate di panettoni e cotechini, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" class="alignnone size-medium wp-image-2564" src="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/12-300x215.jpeg" alt="" width="300" height="215" srcset="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/12-300x215.jpeg 300w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/12-1024x733.jpeg 1024w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/12-768x550.jpeg 768w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/12-250x179.jpeg 250w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/12-600x429.jpeg 600w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/12.jpeg 1080w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<h2 style="text-align: center;">Bartolomeo Cesi: chi era costui?</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>È una tipica tradizione bolognese che, per smaltire le scorpacciate di panettoni e cotechini, durante le festività natalizie anche i meno avvezzi al mondo dell’arte si cimentino a fare due passi e raggiungere qualche museo o galleria cittadina per visitare un certo numero di mostre, più o meno importanti, più o meno note, più o meno significative.</p>
<p><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-2567 alignleft" src="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/22-135x300.jpeg" alt="" width="135" height="300" srcset="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/22-135x300.jpeg 135w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/22-462x1024.jpeg 462w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/22-768x1703.jpeg 768w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/22-693x1536.jpeg 693w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/22-924x2048.jpeg 924w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/22-250x554.jpeg 250w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/22-600x1330.jpeg 600w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/22-scaled.jpeg 1155w" sizes="(max-width: 135px) 100vw, 135px" />Così, in questo inizio 2026 abbiamo deciso di farlo anche noi e ci siamo recati a un’ interessante mostra dedicata al pittore tardo-manierista Bartolomeo Cesi (Bologna, 1556-1629), uno dei maestri della Controriforma cattolica petroniana che in questa esposizione allestita in un’ala distinta del Museo Civico Medievale, è stato definito come il “pittore del silenzio” (epiteto già attribuito al grande artista internazionale novecentesco, Giorgio Morandi, anch’egli rigorosamente bolognese) e messo a confronto con la dinamica realista della pittura di genere di altri grandi maestri felsinei a lui contemporanei del calibro dei Carracci.</p>
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<p><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-2568 alignright" src="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/32-300x169.jpeg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/32-300x169.jpeg 300w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/32-1024x576.jpeg 1024w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/32-768x432.jpeg 768w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/32-250x141.jpeg 250w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/32-600x338.jpeg 600w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/32.jpeg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Uno splendido contesto storico quello del museo medievale in cui si possono ammirare antiche armature, pregiati codici miniati, sculture e gioielli preziosi provenienti da nobili casate trecentesche come quella dei Bentivoglio che dominarono il capoluogo tra il XV e il XVI secolo, oltre ad una statua trecentesca del famigerato papa Bonifacio VIII a figura intera, in rame dorato su struttura in legno, un’opera dell’artista Manno Bandini da Siena, la quale nonostante l’ età assai longeva, pare contemporanea, tanto da lasciar stupiti gli occhi di coloro che ne ammirano lo stile lineare, sintetico ed elegantissimo.</p>
<p><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-2569 alignleft" src="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/42-157x300.jpeg" alt="" width="157" height="300" srcset="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/42-157x300.jpeg 157w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/42-250x479.jpeg 250w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/42.jpeg 280w" sizes="(max-width: 157px) 100vw, 157px" />In un tale scenario si è spinti a valorizzare ulteriormente anche l’allestimento sul Cesi e le opere ad esso correlate, che presentano nomi come Ludovico e Annibale Carracci o l’espressivo busto in bronzo di papa Gregorio XIII (sì, proprio colui che istituì il calendario solare adottato da quasi tutti i paesi del mondo: egli lo introdusse nel 1582 a sostituzione di quello giuliano, che risaliva ancora all’epoca degli antichi romani).<br />
Il papa stesso era bolognese, proveniente dalla nobile famiglia Boncompagni e governò in un periodo di fiorente attività per il Cesi oltre che per l’Accademia degli Incamminati carraccesca.</p>
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<p><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-2570 alignright" src="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/52-225x300.jpeg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/52-225x300.jpeg 225w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/52-768x1024.jpeg 768w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/52-1152x1536.jpeg 1152w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/52-1536x2048.jpeg 1536w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/52-250x333.jpeg 250w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/52-600x800.jpeg 600w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/52-scaled.jpeg 1920w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" />Tali artisti operarono in un’epoca in cui la Controriforma richiedeva opere religiose che rispondessero alle esigenze di devozione, dunque l’arte mirava a rendere tangibile il sacro suscitando l’emozione in quanto elemento principale e tipico dello stile barocco.<br />
La mostra dal titolo “Bartolomeo Cesi. Pittura del silenzio nell’età dei Carracci (1556-1629)” è visitabile fino al 22 febbraio 2026 e mira ad evidenziare come questo stile barocco si distacchi in modo sostanziale dalla volontà di realismo narrativo, tipico dell’ambito carraccesco, puntando invece alla sublimazione spirituale che il Cesi pare volesse imprimere nei propri lavori per la committenza ecclesiastica.</p>
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<p><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-2571 alignleft" src="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/62-240x300.jpeg" alt="" width="240" height="300" srcset="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/62-240x300.jpeg 240w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/62-819x1024.jpeg 819w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/62-768x960.jpeg 768w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/62-250x313.jpeg 250w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/62-600x750.jpeg 600w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/62.jpeg 1080w" sizes="(max-width: 240px) 100vw, 240px" />B. Cesi, operò in molte occasioni per gli ordini religiosi, come quelli dei monaci certosini e benedettini, influenzando con il suo stile vari artisti della nuova generazione, tra cui il notissimo pittore bolognese Guido Reni ma, del resto, la sua stessa formazione ebbe una connotazione manierista, sotto la guida del pittore Giovanni Francesco Bezzi, detto “il Nosadella” forse perché proveniente dall’antichissima via Nosadella, così chiamata per essere stata costellata, in tempi immemorabili, di alberi di noce.<br />
Tutte le notizie storiche accreditate sulla vita del Cesi attingono al prezioso testo storico “Felsina Pittrice” redatto dal nobile bolognese Carlo Cesare Malvasia, nel 1678, dal quale si evince che l’arte medesima dell’artista, venne influenzata dall’esigenza di trasmettere un linguaggio divulgativo promosso dal cardinale Gabriele Paleotti, inteso ad educare i devoti attraverso un genere di arte visiva pienamente limpido e privo di qualsiasi fraintendimento.</p>
<p><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-2572 alignright" src="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/72-300x135.jpeg" alt="" width="300" height="135" srcset="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/72-300x135.jpeg 300w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/72-1024x462.jpeg 1024w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/72-768x346.jpeg 768w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/72-1536x693.jpeg 1536w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/72-2048x924.jpeg 2048w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/72-250x113.jpeg 250w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/72-600x271.jpeg 600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />La pittura sobria del Cesi era adatta all’uopo proprio per le sue caratteristiche di umile spiritualità, cromie misurate ed armoniche tra loro, prive di qualunque effetto d’esuberanza ma che orientavano lo spettatore a tendere verso una meditazione interiorizzata.<br />
Resta indubbio che B. Cesi fu un protagonista, sebbene totalmente autonomo, dello scenario artistico petroniano, non foss’altro per il fatto d’esser stato il maestro di pittori dello spessore di Alessandro Tiarini, ad esempio, oppure non foss’altro per le sue eccellenti collaborazioni con Ludovico Carracci nella realizzazione di prestigiose opere all’interno della Basilica di San Domenico, ancora, per il suo fondamentale contributo nella fondazione della gilda dei pittori bolognesi, avvenuta nel 1599.<br />
Dal 1620 fu anche nominato maestro del disegno all’Accademia degli Ardenti nella città felsinea,</p>
<p><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-2573 alignleft" src="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/83-192x300.jpeg" alt="" width="192" height="300" srcset="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/83-192x300.jpeg 192w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/83-657x1024.jpeg 657w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/83-768x1198.jpeg 768w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/83-985x1536.jpeg 985w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/83-1313x2048.jpeg 1313w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/83-250x390.jpeg 250w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/83-600x936.jpeg 600w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/83.jpeg 1350w" sizes="(max-width: 192px) 100vw, 192px" />Tra le non numerose opere dell’artista esposte in mostra, è di particolare spicco una tela raffigurante San Benedetto, in primo piano mentre domina il paesaggio retrostante che ha come sfondo, il monastero norcino.<br />
La figura del santo, nettamente delineata e illuminata da sobrie cromie, è la protagonista indiscussa dell’impianto scenico, nella sua piena austerità; lo sguardo rivolto verso il cielo testimonia il rapporto privilegiato dell’artista con le istituzioni religiose, in particolare con ambienti monastici sensibili a una pittura di raccoglimento e rigore morale.</p>
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<p><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-2574 alignright" src="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/91-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/91-300x225.jpeg 300w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/91-1024x768.jpeg 1024w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/91-768x576.jpeg 768w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/91-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/91-2048x1536.jpeg 2048w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/91-250x188.jpeg 250w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/91-600x450.jpeg 600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Risulta invece di qualità inferiore, sia per lo stile esecutivo che per l’armonia cromatica oltre che per la minor carica emozionale trasmessa dai lineamenti dei personaggi protagonisti della scena , il dipinto intitolato “Orazione nell’orto”, esposto in mostra e appartenente ad una collezione privata: se confrontato con il medesimo soggetto dipinto all’artista e conservato nella Basilica di San Domenico, il primo appare assai meno preciso e stilisticamente meno riuscito, soprattutto nella raffigurazione del volto del Cristo che risulta maggiormente appiattito e dall’espressione poco rispondente alla emozionalità del protagonista verso la visione mistica; ciò appare in qualche misura discordante con l’intento da parte dell’artista di creare pathos emotivo nello spettatore<br />
<img loading="lazy" class="size-medium wp-image-2575 alignleft" src="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/10-174x300.jpeg" alt="" width="174" height="300" srcset="https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/10-174x300.jpeg 174w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/10-595x1024.jpeg 595w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/10-250x430.jpeg 250w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/10-600x1033.jpeg 600w, https://www.ingresso-libero.com/wp-content/uploads/2026/01/10.jpeg 717w" sizes="(max-width: 174px) 100vw, 174px" />Un’ ultima considerazione critica la riserviamo ad un’opera in esposizione che suscita una certa curiosità: si tratta di una sanguigna raffigurante due personaggi maschili in atteggiamento affettuoso, una sorta di approccio amoroso.<br />
A nostro avviso tale opera possiede una caratteristica assai divergente dal misticismo devozionale tipicamente attribuibile al Cesi ma, contrariamente a quanto fin qui affermato, denota un realismo che si potrebbe definire persino ‘azzardato’ in un clima come quello della Controriforma in cui il pittore operò.<br />
Tutto ciò ci conduce a una considerazione conclusiva: che in arte, oggi come ieri, vale un sacrosanto principio di libertà espressiva da parte degli artisti e un principio di libera interpretazione da parte dei fruitori; e finchè l’arte riuscirà a rimanere tale, potrà continuare a conservare il suo ruolo di bene irrinunciabile per la civiltà.</p>
<p>Anna Rita Delucca</p>
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		<title>Halloween &#038; dintorni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Bassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2026 09:18:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Graphic Novel]]></category>
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<div class="ead-preview"><div class="ead-document" style="position: relative;padding-top: 90%;"><div class="ead-iframe-wrapper"><iframe src="//docs.google.com/viewer?url=https%3A%2F%2Fwww.ingresso-libero.com%2Fwp-content%2Fuploads%2F2026%2F01%2FGN-84.pdf&amp;embedded=true&amp;hl=en" title="Embedded Document" class="ead-iframe" style="width: 100%;height: 100%;border: none;position: absolute;left: 0;top: 0;visibility: hidden;"></iframe></div>			<div class="ead-document-loading" style="width:100%;height:100%;position:absolute;left:0;top:0;z-index:10;">
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		<title>Ingresso Libero n° 84 gennaio 2026</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Bassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2026 09:14:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giornalino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cosa leggiamo? Pag. 2                         Un giorno indimenticabile.  (Graziella Massenz) [&#8230;]</p>
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<h2>Cosa leggiamo?</h2>
<p>Pag. 2                         Un giorno indimenticabile.  (Graziella Massenz)</p>
<p>Pag. 3-4-5-6-7          Bartolomeo Cesi: chi era costui?   (A.R. Delucca)</p>
<p>Pag. 8-9-10-11           Acqua, l’oro azzurro.  (A.R. Delucca)</p>
<p>Pag. 12-13                   Halloween &amp; dintorni.  (Mirco Passerini)</p>
<p>Pag. 14-15-16-17-18.  La coincidenza    (Roselia Irti)</p>
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						<p>
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